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GIOVANILI
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SCUOLA CALCIO
FINALITA ED OBBIETTIVI
A PROPOSITO DI REGOLE
IL BAMBINO E IL SUO SPORT
METODOLOGIA E DIDATTICA
 
OBBIETTIVI DI CATEGORIA
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RUOLI DIRIGENZIALI
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Giovanili
Stagione 2011/12

FINALITA' ED OBBIETTIVI
La S.S Scarioni ha ideato e organizzato la propria attività di scuola calcio mettendo il giovane calciatore al centro del progetto. Tale prospettiva ha tre obiettivi principali da conseguire: l’adeguato sviluppo motorio, la formazione tecnico tattico e fisica e la costruzione umana del giovane calciatore; con questa visione il nostro gruppo di lavoro ha l’intento di costruire un’esperienza sportiva completa e educativa le cui basi sono il rispetto delle regole, la collaborazione e la condivisione, la passione e la disciplina, la conoscenza del proprio corpo e delle emozioni e soprattutto la gioia e la felicità di praticare il gioco del calcio; sostenere l’importanza della valenza educativa del gioco e del divertimento è uno dei principi fondanti della nostra scuola calcio.
Il gioco diventa in questa visione un momento di apprendimento dove il giovane calciatore sperimenta nuove esperienze e acquisisce nuove competenze sia dal punto di vista motorio che da quello cognitivo e sociale. Il gioco prevede regole che vanno osservate, condivise e rispettate perché si possa da esso conseguire esperienze utili e abilità spendibili, quindi giocare ha una sua serietà e necessità di un impegno importante. Educare tramite il gioco permette di introiettare regole sociali e comportamentali importanti, migliora la motivazione all’apprendimento e porta il giovane atleta a divertirsi anche dove è necessaria fatica, concentrazione, attenzione e tutte quelle caratteristiche che fanno dello sport un’agenzia formativa di grande rilievo.
Altro scopo importante della nostra scuola calcio è quello di realizzare un rapporto di comunicazione costruttivo e trasparente tra i vari livelli della società e i genitori, nel quale la crescita fisica e psicologica dei loro figli possa trovare il substrato ideale per svilupparsi. Tale orientamento necessita di un rispetto dei ruoli e di una forte assunzione di responsabilità delle figure adulte coinvolte con l’intento di costruire regole chiare condivise e incisive ed essere da esempio per colore che pretendono di educare; diventa pertanto importante per chi lavora a vario titolo con i bambini, con i giovani e con le loro famiglie migliorare continuamente la propria formazione tecnica, psico-pedagogica, didattica e relazionale.
Con questa visione di insieme la società Scarioni si impegna a perseguire e promuovere condizioni di benessere del giovane calciatore, spendendo tutte le energie ideative e operative per garantire una crescita calcistica di tutti i suoi iscritti.

A PROPOSITO DI REGOLE
Nel progetto della nostra scuola calcio il bambino e il giovane sono messi in posizione di primaria importanza, tale centralismo deve essere costantemente promosso e monitorato da tutte le figure adulte coinvolte; il ruolo educativo dei genitori, degli istruttori, dei dirigenti, dei responsabili e di tutto il sistema coinvolto deve essere improntato sul saper agire e pensare in modo corretto e rispettoso. Tale struttura relazione poggia la sua efficacia sulla costruzione di regole semplici chiare e il più possibile condivise, solo linee di orientamento comuni e accettate permettono di non cadere in conflitti difficilmente gestibili e il più delle volte distruttivi per il giovane calciatore. Alla costruzione delle regole segue di riflesso una dettagliata comunicazione delle stesse, importante è far conoscere principi, linee generali e percorsi che la società Franco Scarioni adotterà per migliorare costantemente la crescita dei giovani che ci verranno affidati. L’ambiente di una società sportiva è una garanzia importante nello sviluppo di un giovane, è un luogo sociale nel quale interagire e fare esperienze e nel quale incontrare modelli affettivi, sociali e culturali differenti da quelli del proprio contesto famigliare; è per questo indispensabile che il genitore riconosca alla società sportiva questo mandato e che la stessa monitori regolarmente la direzione intrapresa. Tale premessa rende necessario un investimento importante che la società Franco Scarioni fa e farà per formare al meglio istruttori e responsabili, ritenendo questi gli anelli fondamentali per l’applicazione degli orientamenti fino a qui descritti. Un’attenzione al sistema di crescita del giovane diventa una chiave importante anche nel suo sviluppo didattico, è fondamentale che gli atleti si sentano compresi, orientati, stimolati e quando necessita anche ripresi da coloro che li istruiscono sia sul piano calcistico che umano. Una comunità educante capace di dialogare, rappresenta un punto di riferimento indispensabile in grado di facilitare il giovane nel suo processo di crescita, al contrario di un conflitto tra sistemi ( Scuola Calcio-Famiglia, Istruttore-Famiglia, Istruttore-Allievo, ecc. ) che può generare soltanto confusione e difficoltà. Una corretta informazione è necessaria per sviluppare tale visione e per permettere che suddetti orientamenti filosofici si sviluppino in azioni operative concrete e riconoscibili. Far conoscere alle famiglie ciò che offre la nostra scuola calcio e ciò che sono le sue progettualità attuale e futura significa costruire un percorso reale che possa creare condizioni di condivisione e collaborazione fra le parti del sistema/comunità: la promozione di occasioni di incontro e confronto, l’utilizzo di strumenti comunicativi (vedi sito) e l’applicazione dei nostri programmi sono i sostegni pratici al nostro disegno di idee.
IL BAMBINO E IL SUO SPORT
L’essenza e l’apparenza di un bambino è lontana dal poter essere paragonata a quella di un adulto. Il giovane ha il proprio modo di comprendere, sperimentare, apprendere, fantasticare, esercitare e la sua modalità è diversa e a volte divergente da quella dell’adulto; le caratteristiche individuali di ogni bambino lo fanno poi più adatto e idoneo ad una pratica sportiva rispetto ad un’altra e ognuno di loro trova la modalità di espressione migliore in una disciplina sportiva specifica. Per questo diventa importante la modalità con la quale un insegnante trasmette competenze, conoscere i canali e i modi con cui i bambini imparano ne facilita le conoscenze e ne fortifica l’autostima, capire in fretta se una bambino esprime al meglio le proprie caratteristiche all’interno di questa specifica disciplina può permettere al ragazzino stesso di non perdere stimoli e tempo e di orientarsi verso attività a lui appropriate e motivanti. Tutti i bambini giocano ma lo sport infantile prevede e supera il gioco stesso poiché, a differenza di questo, propone l’ acquisizione razionalizzata e funzionale di azioni motorie e tecniche, determinando nel bambino una relazione con le cose, le situazioni e le persone non soltanto fantastica, ma anche realistica. Praticare uno sport vuol dire imparare e adottare determinate strategie giocando e divertendosi e imparando a canalizzare in forme socialmente accettabili e educativamente significative quelle forme psichiche e emotive ancora autocentrate, esperienze queste indispensabili per passare dall’ antagonismo al “ co-agonismo “. L’insegnamento calcistico deve quindi mantenere il carattere imprescindibile del gioco sfruttandone le caratteristiche creative e sociali e preparando il bambino ad uno sviluppo della gestualità e delle capacità psico-motorie indispensabili per diventare un futuro calciatore e un valido essere sociale all’interno della comunità. Naturalmente la possibilità di una fruizione positiva dell’ attività sportiva da parte del bambino è strettamente legata alla presenza di un operatore che abbia certe capacità, conoscenze ed atteggiamenti. Per l’ ottenimento di un più alto livello di maturazione psicologica e motoria del bambino sportivo (ORLICK e BOTTERILL) si raccomanda:
• il continuo mutamento di ruoli e posizioni di gioco scoraggiando la specializzazione precoce;
• evitare ogni automazione del gesto sportivo, favorire la naturale plasticità neurale delle cellule celebrali;
• allontanare le eccessive sollecitazioni emotive ambientali dall’ agonismo infantile;
• scoraggiare la critica nei confronti dei mini-atleti e tra di essi;
• rinforzare generosamente i comportamenti positivi;
• fare opera di dissuasione verso le aspettative irragionevoli che gli adulti possono manifestare nei confronti dell’ attività sportiva dei bambini.
L’ATTIVITA’ NELLA SCUOLA CALCIO: METODOLOGIA E DIDATTICA
La nostra metodologia troverà la sua applicazione durante questi anni di sperimentazione. Un efficace metodo di lavoro non raccoglie frutti dall’oggi al domani, non mette il risultato della gara o della competizione sopra ogni cosa, non esaspera le eventuali possibilità di successo, non fa drammi davanti all’errore o alla sconfitta, un corretto metodo di lavoro si programma, si studia, si valuta, si cambia si pone obiettivi realistici e prova a raggiungerli, si mette in discussione. Per rendere trasparenti le informazioni sulla nostra metodologia di lavoro ne definiamo in seguito le principali linee teoriche e operative: - Formazione e monitoraggio costante degli istruttori della scuola calcio. La formazione terrà conto oltre che delle competenze tecnico-tattiche anche di metodi e mezzi didattici che sollecitino adeguatamente i meccanismi neurofisiologici dei giovani calciatori in linea con il loro stadio di sviluppo psico-fisico. - Migliorare la capacità di apprendimento del piccolo calciatore per mezzo di attività che stimolino le capacità di concentrazione e attenzione, le capacità di problem solving, le capacità di elaborazione strategica e funzionale e le capacità cognitive globali. - Sollecitare e rendere funzionali gli schemi motori di base e le abilità coordinative e motorie. - Rafforzare gli apprendimenti positivi e i giusti comportamenti sociali tramite il metodo educativo del rinforzo. Si premia non si punisce, si aumenta l’autostima e si evita l’autocompiacimento e il senso di inadeguatezza. - Utilizzo del metodo induttivo nel quale il piccolo calciatore deve trovare la propria modalità per risolvere svariate situazioni di gioco. - Utilizzo di sedute di allenamento a stazioni ad elevato lavoro situazionale con carichi tecnici, tattici, fisici sia progressivi che flessibili all’interno di un setting temporale e spaziale mutabile a seconda delle esigenze. - Lavoro sui prerequisiti e sullo sviluppo a fasi progressive di una determinata abilità, mettendo la stessa in condizioni esecutive differenti e sempre più vicini alla situazione partita. Questo attraverso un’alternanza e un passaggio da situazioni stabili prevalentemente tecniche (senza avversario o avversario semi-attivo) a situazioni flessibili e dinamiche ( con avversario ) o didatticamente, attraverso I’utilizzazione di un metodo prevalentemente induttivo, per sollecitare lo sviluppo del ”Pensiero Tattico”, utilizzando uno stile di insegnamento adeguato e correlato con tale metodo. - Le proposte didattiche si articoleranno in lezioni dove viene privilegiato il lavoro simultaneo per aumentare al massimo il tempo di attività e diminuire i tempi morti ( circuito a stazioni) e per rendere la lezione motivante e curioso verranno inserite le ”Varianti”, che sono un mezzo metodologico molto importante che I’istruttore ha per poter adattare I’attività del gruppo alla situazione oggettiva ( più facile – più difficile ), variando lo spazio utilizzato, le distanze, le modalità di esecuzione, i percorsi, , il numero, i compiti dei giocatori, il tipo di materiale, il modo di fornire informazioni (segnali visivi, acustici, ecc. ). - Nella programmazione annuale delle attività sono previsti momenti di verifica.
CATEGORIA PICCOLI AMICI (dai 5 agli 8anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di acquisire o consolidare dei comportamenti fondamentali che faranno da base solida per lo sviluppo delle abilità motorie più complesse e specializzate; su questi prerequisiti si imposterà l’apprendimento delle abilità coordinative deputate alla scelta del movimento, alla direzione e al suo controllo. Obiettivi specifici sono:
- Correre in spazi delimitati
- Lanciare palle di varie dimensioni
- Saltare in alto e in lungo
- Afferrare palle di varie dimensioni
- Rotolarsi e tuffarsi
- Guidare la palla
- Calciare la palla
- Ricevere la palla
- Giocare la palla con la testa
- Dall’1contro1 al3c3 libero
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
o Propone giochi divertenti e variegati La società Franco Scarioni si impegna entro le prime annate del nuovo progetto a predisporre per questa categoria istruttori che abbiano qualifiche e predisposizione didattica adeguate alle necessità psico-pedagogiche e motorie dei più piccoli e che facciano delle capacità animative/relazionali e delle competenze sullo sviluppo motorio e cognitivo le basi dell’insegnamento. REGOLE:
- I momenti di incontro con altre Società dovranno prevedere partite, giochi e proposte tecniche di confronto, divertenti per la loro attinenza ai criteri metodologici e che mantengano elevata la motivazione favorendo così un graduale apprendimento.
- Le partite dovranno configurarsi in spazi ridotti (p.e. 35x25 m.) porte ridotte (utilizzando, in mancanza di porte, materiale alternativo come ad esempio paletti ecc.). I palloni dovranno essere più leggeri o di gomma e convenzionalmente identificabili con il n°3 ed
- il numero massimo di giocatori per squadra non dovrà superare le cinque unità.
- Il tempo di gioco può essere suddiviso in due tempi da 15' o tre tempi da 10', cercando la più ampia partecipazione di tutti i bambini/e presenti.
- Il rispetto dei principi di cui sopra esclude in modo tassativo la possibilità che l'attività della categoria "PICCOLI AMICI" sia articolata in forme mutuate dalle categorie superiori: non dovranno pertanto essere organizzati tornei con dispute di vere e proprie partite, ufficializzazione di risultati e classifiche.
CATEGORIA PULCINI 1°ANNO(8anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di trasformazione, approfondimento, consolidamento e combinazione degli elementi acquisiti nelle fasce precedenti, il bambino tramite il gioco propedeutico si trova ad affrontare esperienze motorie in grado di stimolare nuovi apprendimenti. Obiettivi specifici sono:
- Lanciare la palla
- Guidare la palla
- Calciare la palla
- Ricevere la palla
- Correre e lanciare la palla
- Guidare e calciare la palla
- Giocare la palla con la testa
- Dall’2contro1 al 5c5 libero
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
REGOLE:
- Le gare vengono disputate su campi di dimensioni ridotte indicativamente di 45x25 m
- Le porte devono essere di misura ridotta, normalmente di m. 3x2 p 4x2
- I palloni devono essere di dimensioni ridotte, convenzionalmente identificabili con il n. 3 o 4
- La partita viene suddivisa in 3 tempi di 15' ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo potranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei "cambi liberi" con la procedura cosiddetta "volante" Nell’arco della gara si può utilizzare da parte di ciascuna squadra un time-out della durata di 1'
- La squadra che in quel momento viene a trovarsi in svantaggio di 5 reti potrà aggiungere un giocatore; la superiorità ed inferiorità numerica dovrà essere colmata ogni qual volta venga ridotto il passivo a 3 reti.
CATEGORIA PULCINI 2°ANNO(9 anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di trasformazione, approfondimento, consolidamento e combinazione degli elementi acquisiti nelle fasce precedenti con graduale passaggio dalla coordinazione generale a quella specifica. Obiettivi specifici sono:
- Lanciare la palla
- Guidare la palla
- Calciare la palla
- Ricevere la palla
- Correre e lanciare la palla
- Guidare e calciare la palla
- Correre e ricevere la palla
- Correre e giocare di testa la palla
- Ricevere e calciare la palla
- Ricevere e guidare la palla
- Finte di corpo
- Dall’3contro3 al 5c5 libero
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
REGOLE
- La partita viene disputata, su campi di dimensioni ridotte, da identificarsi "di massima" con una metà del campo regolamentare, in senso trasversale; va comunque garantita la distanza di sicurezza (m. 1.50) da qualsiasi ostacolo (come ad esempio, i pali delle porte).
- Le porte debbono essere di misure ridotte (p.e. 4x2 o altre misure rapportate alla statura degli allievi).
- I palloni sono convenzionalmente identificabili con il n°4. La partita viene suddivisa in 3 tempi di 15' ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo potranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei "cambi liberi" con la procedura cosiddetta "volante" Nell’arco della gara si può utilizzare da parte di ciascuna squadra un time-out della durata di 1'
- La squadra che in quel momento viene a trovarsi in svantaggio di 5 reti potrà aggiungere un giocatore; la superiorità ed inferiorità numerica dovrà essere colmata ogni qual volta venga ridotto il passivo a 3 reti.
CATEGORIA PULCINI 3°ANNO (10anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è il passaggio dai giochi situazionali o propedeutici al gioco sport-calcio con regole e strutture adeguate. Obiettivi specifici sono: - Potenziamento di tutte le combinazioni di abilità apprese - Saper contrastare l’avanzare dell’avversario - Saper proteggere la porta e la zona tiro - Saper recuperare la palla - Saper conservare il possesso di palla individuale - Finte di corpo - Saper risolvere situazioni di 1c1 e 2c1 - Dal 5c5 al 7c7 libero
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
o Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive
REGOLE
- Le gare si articolano in una partita alla quale partecipano nove calciatori per squadra e le Società possono partecipare ai Tornei con una o più squadre.
- La partita viene suddivisa in 3 tempi di 20' ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo potranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei "cambi liberi" con la procedura cosiddetta "volante"
- I campi di gioco sono di misure ridotte, la cui lunghezza è compresa tra le due aree di rigore, mentre la larghezza è determinata prolungando possibilmente cinque metri a destra ed a sinistra la linea dell'area di rigore.
- Le porte debbono essere di misure ridotte (p.e. 5-6x1,90-2 m. o altre misure rapportate alla statura degli allievi).
- I palloni devono essere di gomma, doppio o triplo strato, o cuoio, di peso contenuto convenzionalmente identificabili con il n° 4.
ESORDIENTI 1°ANNO: (11 anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è l'apprendimento tecnico e tattico, gli allievi si sottoporranno più volentieri ad esercitazioni tecniche di tipo analitico, che presuppongono alto numero di ripetizioni; questo anche dal momento che i fattori motivazionali, riguardanti la prestazione, sono in aumento rispetto alla categoria pulcini. I momenti ludici dovranno pur sempre costituire una parte essenziale della seduta di allenamento tecnico, in quanto il gioco sarà ancora sentito quale improrogabile esigenza vitale. Passando gradatamente dal facile al difficile, si cercherà di far interiorizzare l'esatta esecuzione di tutti i fondamentali tecnici al ragazzo. Anche in questa categoria verrà dato un rilevante spazio alle capacità coordinative. Obiettivi specifici sono:
- Dominio del pallone in diverse situazioni di gioco
- Trasmissione della palla in diverse situazioni di gioco
- Calciare la palla in diverse situazioni di gioco
- Dribbling e sviluppo delle varie finte di corpo
- Contrasto frontale , laterale, in scivolata
- Principi difensivi specifici
- Principi offensivi specifici
- Sviluppo principi tattici generali (primi concetti di tattica collettiva ma legata ancora saldamente a principi specifici)
- Occupazione funzionale dello spazio di gioco in relazione con la palla, il compagno, l’avversario e il tempo della giocata
- Miglioramento della reattività neuromuscolare e rapidità di movimento
- Miglioramento della forza veloce - Dal 7vs7 al 9vs9
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende gli allievi partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette e promuovendo un feedback negli allievi
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Adattamento spazio temporale
o Lettura della situazione di gioco
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
o Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive
o Motiva l’allievo allo sforzo e alla reattività fisica e cognitiva
REGOLE
- La partita viene suddivisa in 3 tempi di 18' ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo potranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei "cambi liberi" con la procedura cosiddetta "volante".
- Le gare vengono disputate tra undici calciatori su campi di dimensioni ridotte, la cui lunghezza è compresa tra le due aree di rigore, mentre la larghezza è determinata prolungando possibilmente cinque metri a destra ed a sinistra la linea dell'area di rigore, linea sulla quale dovranno essere posizionate le porte.
- Per poter disputare partite che rispettino le esigenze tecnico-didattiche dei giovani calciatori di questa età, è indispensabile disporre di porte mobili di dimensioni 5-6x1.90-2 (m.)
- Le norme generali dell'attività fanno riferimento a quanto descritto nelle informazioni generali della categoria Esordienti (tempi di gioco, time-out, sostituzioni e palloni).
ESORDIENTI 2°ANNO (12 anni)
COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI)

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è l'apprendimento tecnico e tattico all’interno di concetti di gioco collettivo. La categoria esordienti 2°anno si appresta ad apprendere e sperimentare quella che è la reale struttura del gioco del calcio di tipo competitivo e agonistico. Obiettivi specifici sono:
- Dominio del pallone in diverse situazioni di gioco
- Trasmissione della palla in diverse situazioni di gioco - Calciare la palla in diverse situazioni di gioco
- Dribbling e sviluppo delle varie finte di corpo
- Contrasto frontale , laterale, in scivolata
- Sviluppo dello spazio proiettivo
- Principi difensivi specifici
- Principi offensivi specifici
- Sviluppo principi tattici generali (primi concetti di tattica collettiva ma legata ancora saldamente a principi specifici)
- Sviluppo principali moduli di gioco.
- Occupazione funzionale dello spazio di gioco in relazione con la palla, il compagno, l’avversario e il tempo della giocata
- Miglioramento della flessibilità - Miglioramento della capacità aerobica
- Miglioramento della reattività neuromuscolare e rapidità di movimento
- Miglioramento della forza veloce - Dal 7vs7 al 9vs9
COME INSEGNA L’ISTRUTTORE
o Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
o Rende gli allievi partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
o Si accerta dei prerequisiti necessari
o Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
o Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette e promuovendo un feedback negli allievi
o Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
o Adattamento spazio temporale
o Lettura della situazione di gioco
o Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
o Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive
o Motiva l’allievo allo sforzo e alla reattività fisica e cognitiva
REGOLE
- La partita viene suddivisa in 3 tempi di 20' ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo potranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei "cambi liberi" con la procedura cosiddetta "volante".
- Tale normativa è stata voluta per tutelare i giovani calciatori che devono giocare comunque, indipendentemente dalle qualità tecniche di ognuno.
- Le gare, generalmente, vengono disputate su campi di dimensioni regolamentari, con porte ugualmente regolamentari, meglio se 6x2 m
- I palloni devono essere di circonferenza ridotta e peso contenuto, convenzionalmente identificabili con il n.4 (in cuoio leggero o in gomma doppio o triplo strato)
- Esordienti secondo anno 11c11 su campo regolamentare
DIRETTORE TECNICO (D.T.)
- Progetta e organizza il sistema nel suo insieme definendone le procedure e dirigendone i processi in collaborazione con la presidenza e il cda della società. Seleziona il personale operativo e si impegna perché questo venga formato al fine di garantire all’utenza un livello adeguato delle prestazioni formative.
- Fa da collante e da catalizzatore fra i vari componenti della società e ne governa dinamiche e relazioni al fine di rendere funzionale e efficiente l’organizzazione societaria.
- Istruisce tutti i componenti della società alle linee di pensiero, alla filosofia e algi obiettivi che l’organizzazione decide di darsi in fase di progettazione.
- Gestisce, migliora e ottimizza le competenze e gli strumenti a disposizione per l’attività sul campo.
- Predispone il necessario per mettere gli specialisti nelle condizioni migliori per svolgere il loro compito.
- Controlla l’efficienza organizzativa con verifiche periodiche e riunioni di staff per affrontare le problematiche emerse e per trovare le soluzioni idonee, sempre nell’ottica di un costante miglioramento.
- Collabora costantemente con il direttore sportivo e il coordinatore tecnico della scuola calcio per monitorare lo sviluppo progettuale e per individuare accorgimenti e migliori da adottare
- Valuta e verifica l’operato di tutte le figure che operano nel progetto al fine di garantire alla società risorse umane capaci e allineate.
- Controlla che istruttori, giovani atleti e staff dirigenziale si comportino in maniera educata e socialmente adeguata quando si trovano a rappresentare la società Scarioni.
DIRETTORE SPORTIVO (D.S.)
- Programma a livello logistico e operativo le varie fasi che garantiscono il funzionamento della scuola calcio.
- Analizza la situazione in cui opera per poter individuare insieme al DT e al coordinatore tecnico della scuola calcio gli spazi a disposizione e la loro gestione, la composizione dell’organigramma tecnico e il loro coordinamento, il rapporto ottimale numero allievi/istruttori, il programma tecnico e organizzativo adeguato alle diverse fasce d’età.
- Reperisce e controlla l’uso del materiale didattico della società e lo suddivide a seconda delle esigenze.
- Programma la partecipazione all’attività ufficiale della FIGC-SGS e al controllo della programmazione gare, tornei e manifestazioni.
- Promuove collaborazione, rapporti e contatti con enti, società calcistiche e organizzazioni esterne.
- Supporto e coordina i dirigenti accompagnatori.
- Promuove incontri con le famiglie e si occupa delle segnalazioni che da esse provengono.
- Controlla che istruttori e giovani atleti si comportino in maniera educata e socialmente adeguata quando si trovano a rappresentare la società Franco Scarioni.
COORDINATORE TECNICO SCUOLA CALCIO (C.T.S.C.)
- Definisce le linee guida sia di carattere metodologico sia pedagogico/educativo da proporre agli istruttori della scuola calcio in collaborazione con il DT e il DS.
- Condivide con gli istruttori della scuola calcio gli strumenti pratici e teorici per l’analisi e la progettazione dei cicli di lavoro.
- Concorda con gli istruttori della scuola calcio gli obiettivi da perseguire e valuta anche i risultati conseguiti.
- Osserva sul campo il lavoro degli istruttori e lo sviluppo degli apprendimenti da parte dei piccoli atleti. Monitora con attenzione che gli istruttori si attengano agli indirizzi dati dalla società e ove necessario apporta migliorie o aggiustamenti.
- Segue gli istruttori nella compilazione delle schede tecniche e prestative per poter costruire un archivio dell’evoluzione di ogni singolo calciatore del settore giovanile. Tale applicazione ha anche l’obiettivo di analizzare, con la maggiore oggettività possibile, il reale impatto formativo dell’equipe di lavoro.
- Programma le riunioni tecniche e organizza insieme al DS la programmazione formativa degli istruttori in base alle necessità degli stessi e alle possibilità/opportunità della società.
- In collaborazione con il DS può organizzare colloqui personali con genitori e giovani calciatori per dare un feedback della situazione.
- Controlla che istruttori e giovani atleti si comportino in maniera educata, socialmente adeguata e con lealtà sportiva quando si trovano a rappresentare la società Franco Scarioni.
ISTRUTTORE SCUOLA CALCIO (I.S.C.)
(E’ necessario, per la specificità e la delicatezza del ruolo suddetto specificare che le competenze, i compiti e le responsabilità suddette si rifanno a quello che è il profilo del buon istruttore e che non sempre è possibile trovare tutti questi elementi e/o caratteristiche in un singolo soggetto. La società Scarioni si impegna affinché i suoi istruttori raggiungano tale livello nel più breve tempo possibile).
- Sceglie gli obiettivi da raggiungere commisurati al livello di ogni giovane atleta in modo che siano effettivamente raggiungibili.
- Adotta un linguaggio operazionale efficace, chiaro, comprensibile, sintetico e appropriato all’età dell’allievo coinvolgendo gli stessi attraverso feedback, domande che stimolino la capacità di elaborazione e comprensione e problemi motori e cognitivi da risolvere.
- Stimola la capacità di attenzione e concentrazione degli allievi mantenendo alto il tempo di impegno motorio curando la necessaria ripetizione delle esecuzioni e sollecitando la frequenza dei contatti con la palla.
- Dosa i tempi di spiegazione teorica con quelli dedicati alla pratica e predisporre spazi e attrezzature in campo prima dell’inizio di ogni allenamento.
- Prevede degli spazi di lavoro flessibili in ampiezza e disposizione geometrica sia in rapporto con le esigenze didattiche che con quelle logistiche.
- Possiede competenze tecniche e motori specifiche e utilizzarle a seconda delle necessità di ogni piccolo atleta e del gruppo squadra.
- Conosce lo sviluppo generale anatomico e neurale del bambino in modo da comprendere quali sono le proposte adatte per quella determinata fase di sviluppo.
- Rileva errori e carenze e predisporre attività mirate alla correzione degli stessi.
- Coglie le esigenze dei propri allievi e il loro stato emotivo, le competenze emerse e quelle emergenti, le caratteristiche specifiche sia a livello comportamentale che di valori manifesti.
- Ascolta e rinforza sempre i miglioramenti riportati dagli atleti sia a livello calcistico che educativo, rinforzando così la loro autostima e procurando soddisfazione e piacere.
- Coinvolge tutti i piccoli calciatori facendoli partecipi delle diverse attività e proposte.
- Crea un clima positivo in cui i bambini si sentano compresi e apprezzati in modo che gli apprendimenti siano validi e duraturi nel tempo.
- Utilizza uno stile di insegnamento autorevole e non autoritario, richiede il rispetto delle regole e per primo porta l’esempio rispettandole.
- Collabora con il DS e il CTSC per individuare obiettivi generali e sotto-obiettivi specifici e per programmare l’attività didattica.
- Monitora e verifica l’andamento degli obiettivi e riporta gli stessi al CTSC.
- Deve saper riadattare il proprio progetto didattico a seconda di cambiamenti o bisogni specifici emersi in cooperazione con il CTSC.
- Elabora le sedute di allenamento nel rispetto degli orientamenti dati dal CTSC e della propria programmazione mensile.
- Collabora con il DA nella gestione del gruppo squadra.
- Collabora con il Responsabile del magazzino nella gestione delle attrezzature e ne è il responsabile diretto se queste vengono danneggiate o smarrite durante la sua attività didattica.
- E’ responsabile di educare i piccoli calciatori al rispetto del materiale e degli strumenti di lavoro della società; monitora alla fine di ogni attività che gli strumenti di lavoro siano in buono stato e vengano riposti correttamente nel magazzino.
- Si impegnano a comportarsi con correttezza e lealtà sportiva quando si trovano nella veste di rappresentanti della società Scarioni.
DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE (D.A.)
- Funge da collegamento e da filtro nelle relazioni fra l’istruttore del gruppo squadra ed i genitori dei giovani calciatori.
- Si relaziona costantemente con l’allenatore per supportarlo nell’attività di organizzazione.
- Si rimette al DS e al CTSC per ricevere indicazioni generali sul proprio ruolo con competenze e ambiti d’intervento.
- Collabora nell’organizzazione e nella gestione del gruppo squadra.
- Sostiene l’intervento del tecnico rafforzando i principi educativi della pratica sportiva.
RESPONSABILE DEL MAGAZZINO
- In collaborazione con il DS e il CTSC organizza il magazzino per la scuola calcio.
- Monitora la condizione degli strumenti di lavoro e ove necessario sostituisce o ne fornisce degli nuovi.
- Segnala al DS e al CTSC eventuali danni recati al materiale o una mal gestione degli stessi da parte degli istruttori o dei giovani calciatori.
- Collabora nella manutenzione del campo e porta proposte o segnalazioni della gestione degli stessi al DS e al DT.
- Monitora insieme a tutte le figure dirigenziali e tecniche che nelle aree del centro sportivo vengano rispettate le regole (soprattutto da parte dei tesserati).